Approfitto del blog per fare gli auguri di Natale e Buon Anno.
Sabato partirò per le ferie e ritornerò con l'anno nuovo, spero carico di buone idee e di tanta voglia di scrivere.
Auguri a tutti.
mercoledì 24 dicembre 2008
giovedì 11 dicembre 2008
Quiescenza
Terminata lap rima stesura di Tyrsenoi sono passato alla sua correzione e sono arrivato a 380000 battute, incrementando il tutto di qualche pagina per delineare meglio alcuni passaggi/personaggi. La lettura di un dizionario mitologico mi ha poi risolto alcuni problemi e me ne ha creati invece degli altri. Ho scoperto che ci sono alcune cose che (temporalmente parlando) non tornano nemmeno nelle leggende greche e la cosa mi ha costretto a fare alcune scelte narrative e a cambiare alcune cose per rendere la narrazione il più fedele possibile alla "realtà", se così possiamo chiamarla.
Ho scritto alcune parti de La Tela ma il grosso del lavoro di rilettura e ristesura lo sta facendo Marco.
Ho scritto alcune parti de La Tela ma il grosso del lavoro di rilettura e ristesura lo sta facendo Marco.
Volevo riprendere con il romanzo storico ma non ho trovato la forza mentale per farlo. Sì, sono sono scarico. Ho scritto qualche riga ma non mi sentivo in forma, come se le grinfie dell'inverno avessero ghermito anche me con la loro canuta apatia (o forse sono gli accadimenti della politica italiana che mi stanno demoralizzando oltre ogni umana previsione).
Forse devo prendermi un periodo di vera e propria pausa.
Sto raccimolando spunti a destra e a manca e buttando giù la trama del seguito de ISDT ma non riesco a scrivere nulla... vedremo. Nel frattempo ho ricominciato a leggere un po' e questo mi fa un gran bene.
A presto.
Forse devo prendermi un periodo di vera e propria pausa.
Sto raccimolando spunti a destra e a manca e buttando giù la trama del seguito de ISDT ma non riesco a scrivere nulla... vedremo. Nel frattempo ho ricominciato a leggere un po' e questo mi fa un gran bene.
A presto.
mercoledì 3 dicembre 2008
News
La Tela sta subendo il processo di seconda stesura, un lavoro duro che non sembrava tale. Una delle scene più importanti è ambientata in una cripta di una chiesa di Parigi e io, lo confesso, non sono mai stato a Parigi. Ergo mi sono inventato una cripta romanica come tante se ne vedono in Italia. Ma a Marco e a me è venuto lo scrupolo di descrivere davvero la cripta di una chiesa di Parigi. Ho fatto qualche ricerca su internet ma non ho trovato nulla. Il che ci apre due strade: la prima è quella di lasciare la descrizione così com'è badando solo al fatto che appaia verosimile; la seconda è quella di ambientare tutto a Notre Dame (che è anche vicino al luogo dove si ambienta la scena precedente). Vedremo. Intanto lancio un appello: se qualcuno è stato a Parigi e ha fatto delle foto a una cripta è pregato di mandarcele, come premio una bella citazione nei Ringraziamenti a fine libro.
Tyrsenoi è stato corretto su carta. Ovviamente ho trovato una bella mole di errori che sono stati corretti ma non ho ancora fatto la correzione del file perché attendo che la mia dolce metà termini di leggerlo e mi muova le sue critiche. Terminata la correzione spaccerò il romanzo ai miei fidati lettori e in seguito procederò con le modifiche del caso. Poi vedremo.
Tyrsenoi è stato corretto su carta. Ovviamente ho trovato una bella mole di errori che sono stati corretti ma non ho ancora fatto la correzione del file perché attendo che la mia dolce metà termini di leggerlo e mi muova le sue critiche. Terminata la correzione spaccerò il romanzo ai miei fidati lettori e in seguito procederò con le modifiche del caso. Poi vedremo.
Intanto ho ripreso in mano alcuni capitoli del romanzo storico ambientato all'età della pietra e i primi capitoli del terzo libro dei Sigilli (la cui trama prende forma sempre più consistente nei miei pensieri).
E ISDT? Siate pazienti, presto, presto saprete tutto.Un saluto
giovedì 20 novembre 2008
Tyrsenói completato
Stasera ho terminato la prima stesura di Tyrsenói (ovviamente il titolo è provvisorio). Sarebbe il mio quarto romanzo, il terzo in solitaria e il terzo fantasy, anche se è particolare, essendo ambientato nell'età del bronzo e nell'area mediterranea. Per ora sono arrivato a poco più di 350.000 battute che in formato A4 sono circa 120 pagine. Ieri sera mi sono anche alla prima serie di correzioni lessicali che precedono la stampa casalinga dell'opera e la correzione a mano, nonché la lettura da parte di qualche amico volonteroso.
A questo punto sono tutto su La Tela. Ho già qualche idea per il seguito de ISDT (che ormai è prossimo) ma se ne parlerà nell'anno nuovo.
Buon week-end
A questo punto sono tutto su La Tela. Ho già qualche idea per il seguito de ISDT (che ormai è prossimo) ma se ne parlerà nell'anno nuovo.
Buon week-end
mercoledì 19 novembre 2008
Parigi e ritorno
Ieri Marco ed io ci siamo ritrovati come di consueto per sistemare La Tela. Abbiamo accettato tutte le revisioni fate da Marco in settimana e abbiamo corretto qualcosina, qua e là.
Terminanta una breve sessione di editing ci siamo trovati a fronteggiare un problema logistico. Abbiamo ambientato alcune parti del Prologo a Parigi, sulla Rive Gaughe, vicino L'Ile de la Cité. Ci siamo posti lo scrupolo di capire come fosse veramente quello scorcio della capitale francese.
Non voglio in alcun modo fare lezioni di scrittura, ma la parte fondamentale del lavoro di uno scrittore è quello di creare descrizioni verosimili. In pratica non importa che la casa bianca dal tetto di paglia sperduta in mezzo al Pembrokeshire esista veramente, l'importante è che vengano fornite tutte quelle indicazioni che possano convincere il lettore che nel Pembrokeshire una casa del genere possa esistere davvero: più informazioni vengono fornite e più dettagliate sarà la descrizione, più verosimile diventerà l'ambientazione e maggiore sarà l'immedesimazione del lettore.
Può non sembrare così, ma quando il lettore sta inseguendo le vostre parole con la sua immaginazione, c'è una certa differenza se legge la "la strada che costeggiava la Senna era deserta" e "Quai Voltaire era deserta" (benché Quai Voltaire sia in effetti "la strada che costeggiava la Senna").
Di fronte al problema della caratterizzazione dei luoghi Marco ed io ci siamo trovati di fronte a un grosso (per noi, in effetti) problema: volevamo scrivere "Quai Voltaire era deserta", ma per farlo erano necessarie ricerche approfondite che una semplice cartina di Parigi non poteva darci. Esistevano insomma le dimensioni reali oltre a quelle letterarie per consentire l'azione dei nostri personaggi? "Dal ponte si vedeva Notre Dame" è verosimile, eppure "Da Pont Neuf si vedeva Notre Dame" è infinitamente meglio, fateci caso. La seconda forma, tuttavia, implica che scrivendola io sappia quello che dico.
"Ero seduto a un bar di piazza Garibaldi sorseggiando un Bellini e mi soffermai ad ammirare le guglie del battistero di Parma" rende molto l'idea, peccato che se in realtà vi fermaste a un bar in piazza Garibaldi non riuscireste mai a vederle perché gli alti palazzi di via Cavour ve l'impediscono.
Marco ed io ci siamo quindi chiesti: c'è un angolo di Parigi che corrisponde o che si avvicina alle nostre descrizioni? Se l'avessimo trovato, potevamo inserire i tasselli mancanti alle nostre descrizioni: il protagonista non "percorre la strada e volta a sinistra al primo incrocio", il protagonista "percorre Quai Voltarie e svolta in Rue Dophine". Per trovare lo scorcio perfetto dovevamo però necessariamente andare a Parigi.
E così abbiamo fatto. Ci siamo armati dello stretto necessario e ieri sera, alle 19 siamo partiti. Non avevamo molto tempo perché il sottoscritto aveva una partita di calcetto alle 20, ma qualcosa siamo riusciti a fare.
Evviva Google Street-view.
Terminanta una breve sessione di editing ci siamo trovati a fronteggiare un problema logistico. Abbiamo ambientato alcune parti del Prologo a Parigi, sulla Rive Gaughe, vicino L'Ile de la Cité. Ci siamo posti lo scrupolo di capire come fosse veramente quello scorcio della capitale francese.
Non voglio in alcun modo fare lezioni di scrittura, ma la parte fondamentale del lavoro di uno scrittore è quello di creare descrizioni verosimili. In pratica non importa che la casa bianca dal tetto di paglia sperduta in mezzo al Pembrokeshire esista veramente, l'importante è che vengano fornite tutte quelle indicazioni che possano convincere il lettore che nel Pembrokeshire una casa del genere possa esistere davvero: più informazioni vengono fornite e più dettagliate sarà la descrizione, più verosimile diventerà l'ambientazione e maggiore sarà l'immedesimazione del lettore.
Può non sembrare così, ma quando il lettore sta inseguendo le vostre parole con la sua immaginazione, c'è una certa differenza se legge la "la strada che costeggiava la Senna era deserta" e "Quai Voltaire era deserta" (benché Quai Voltaire sia in effetti "la strada che costeggiava la Senna").
Di fronte al problema della caratterizzazione dei luoghi Marco ed io ci siamo trovati di fronte a un grosso (per noi, in effetti) problema: volevamo scrivere "Quai Voltaire era deserta", ma per farlo erano necessarie ricerche approfondite che una semplice cartina di Parigi non poteva darci. Esistevano insomma le dimensioni reali oltre a quelle letterarie per consentire l'azione dei nostri personaggi? "Dal ponte si vedeva Notre Dame" è verosimile, eppure "Da Pont Neuf si vedeva Notre Dame" è infinitamente meglio, fateci caso. La seconda forma, tuttavia, implica che scrivendola io sappia quello che dico.
"Ero seduto a un bar di piazza Garibaldi sorseggiando un Bellini e mi soffermai ad ammirare le guglie del battistero di Parma" rende molto l'idea, peccato che se in realtà vi fermaste a un bar in piazza Garibaldi non riuscireste mai a vederle perché gli alti palazzi di via Cavour ve l'impediscono.
Marco ed io ci siamo quindi chiesti: c'è un angolo di Parigi che corrisponde o che si avvicina alle nostre descrizioni? Se l'avessimo trovato, potevamo inserire i tasselli mancanti alle nostre descrizioni: il protagonista non "percorre la strada e volta a sinistra al primo incrocio", il protagonista "percorre Quai Voltarie e svolta in Rue Dophine". Per trovare lo scorcio perfetto dovevamo però necessariamente andare a Parigi.
E così abbiamo fatto. Ci siamo armati dello stretto necessario e ieri sera, alle 19 siamo partiti. Non avevamo molto tempo perché il sottoscritto aveva una partita di calcetto alle 20, ma qualcosa siamo riusciti a fare.
Evviva Google Street-view.
giovedì 13 novembre 2008
Gwyllywm ringrazia Chariza
Non è facile fare il protagonista.
Hai gli occhi di tutti addosso e senza aver chiesto niente a nessuno. Tu sei lì, con il mondo che crolla, con una storia che deve essere sviscerata e corri sempre sul filo del rasoio, in bilico tra la luce e le tenebre. Vero, sono un elfo in bilico.
E dire che già da subito qualcuno si lamentava: ma come si pronuncia il tuo nome?
Nessuno ha pensato che potesse essere un trucco: quanto è importante pronunciare il nome di un personaggio? Serve davvero sapere il mio nome per poter dire di conoscermi? Tra voi umani è così?
Piano piano hanno cominciato a conoscermi e hanno detto che ero antipatico. Eppure non è colpa mia, forse mi hanno descritto così. O forse ho avuto un'infanzia travagliata. Anzi, no, ho avuto davvero un'infanzia travagliata! Mio padre e mio nonno volevano che controllassi per loro il Sigillo del Vento e litigavano sempre per quella faccenda della luce e della tenebra, come se si potesse davvero dividere il mondo in bianco e nero.
Insomma, non è facile avere addosso i riflettori, e non è facile cha la propria vita sia compresa e apprezzata. Eppure qualcuna ha letto dietro le righe e ha compreso la mia tragedia.
Chariza ha preso le mie difese tracciando la mia storia e l'evoluzione dei miei compagni in maniera sbalorditiva (meglio di un cristallo permanete!), lasciandomi veramente commosso. Ora che ho un avvocato del genere siete tutti spacciati!
Hai gli occhi di tutti addosso e senza aver chiesto niente a nessuno. Tu sei lì, con il mondo che crolla, con una storia che deve essere sviscerata e corri sempre sul filo del rasoio, in bilico tra la luce e le tenebre. Vero, sono un elfo in bilico.
E dire che già da subito qualcuno si lamentava: ma come si pronuncia il tuo nome?
Nessuno ha pensato che potesse essere un trucco: quanto è importante pronunciare il nome di un personaggio? Serve davvero sapere il mio nome per poter dire di conoscermi? Tra voi umani è così?
Piano piano hanno cominciato a conoscermi e hanno detto che ero antipatico. Eppure non è colpa mia, forse mi hanno descritto così. O forse ho avuto un'infanzia travagliata. Anzi, no, ho avuto davvero un'infanzia travagliata! Mio padre e mio nonno volevano che controllassi per loro il Sigillo del Vento e litigavano sempre per quella faccenda della luce e della tenebra, come se si potesse davvero dividere il mondo in bianco e nero.
Insomma, non è facile avere addosso i riflettori, e non è facile cha la propria vita sia compresa e apprezzata. Eppure qualcuna ha letto dietro le righe e ha compreso la mia tragedia.
Chariza ha preso le mie difese tracciando la mia storia e l'evoluzione dei miei compagni in maniera sbalorditiva (meglio di un cristallo permanete!), lasciandomi veramente commosso. Ora che ho un avvocato del genere siete tutti spacciati!
Grazie Chariza,
Gwyllywm di Si'phir, Signore del Vento
martedì 11 novembre 2008
La Tela e Tyrsenói
Reduce dalla bella domenica di Chiari faccio il punto della situazione.
Stasera Marco ed io daremo una bella strigliata ai capitoli de La Tela lavorando sulla sintassi (ma anche sulla trama se troveremo qualche imperfezione). Sarà un lavoro duro perché rileggere a monitor non è proprio comodissimo ma vogliamo fare una prima stampata che abbia meno errori possibile.
Tyrsenói è arrivato a 300.000 battute. I dialoghi sono praticamente finiti e vale lo stesso per gli snodi principali della trama. Se sistemo tutto e inserisco qualche capitoletto, che spiega mostrando alcune cose che invece dico, forse riesco ad arrivare a 400.000, ma non è sicuro. Il fatto che non sia mastodontico tuttavia non mi preoccupa: non occorre per forza scrivere sempre dei tomi da 600 pagine! Il titolo, che era provvisorio, sarà molto probabilmente cambiato perché ne ho in mente uno migliore ma per il momento non svelo nulla e tengo questo. Essendo un med-fantasy ambientato nella penisola Anatolica ho dovuto inserire alcune note che ho trasformato in una sorta di making-of della storia stessa. Ho visto fare una cosa del genere ad Alan Moore in From Hell, ma quella era decisamente esagerata.
Stasera Marco ed io daremo una bella strigliata ai capitoli de La Tela lavorando sulla sintassi (ma anche sulla trama se troveremo qualche imperfezione). Sarà un lavoro duro perché rileggere a monitor non è proprio comodissimo ma vogliamo fare una prima stampata che abbia meno errori possibile.
Tyrsenói è arrivato a 300.000 battute. I dialoghi sono praticamente finiti e vale lo stesso per gli snodi principali della trama. Se sistemo tutto e inserisco qualche capitoletto, che spiega mostrando alcune cose che invece dico, forse riesco ad arrivare a 400.000, ma non è sicuro. Il fatto che non sia mastodontico tuttavia non mi preoccupa: non occorre per forza scrivere sempre dei tomi da 600 pagine! Il titolo, che era provvisorio, sarà molto probabilmente cambiato perché ne ho in mente uno migliore ma per il momento non svelo nulla e tengo questo. Essendo un med-fantasy ambientato nella penisola Anatolica ho dovuto inserire alcune note che ho trasformato in una sorta di making-of della storia stessa. Ho visto fare una cosa del genere ad Alan Moore in From Hell, ma quella era decisamente esagerata.
Per ISDT è ormai questione di giorni e sarà completato. Lo so che lo dico da un po', ma stavolta siamo in direttura d'arrivo, manca davvero soltanto la revisione delle ultime parti. Ho trovato alcune parti vecchie da risistemare causa scoperta dei termini corretti da usare. Uno di questi termini (musichetta di SUPER-QUARK) è bastìta (opera difensiva provvisoria in legno composta generalmete da un aggere e da torri lignee anteposta alle difese in muratura). Non sono più tanto sicuro di baselarda (daga con lama a due tagli molto in voga nel XIII sec. e originaria di Basilea, da cui il nome), ma vedremo. La differenza tra i due termini è che il primo lo trovate sul vocabolario, il secondo no, comunque ho spiegato cosa sono grazie a due succssivi sinonimi per cui niente paura: nel testo c'è tutto.
Quella peste coccolosa di Pandora nel frattempo ha imparato a riportare qualsiasi cosa venga lanciata (a chi la lancia) e a sedersi aspettanto il lancio senza fare troppo casino. Fa ancora la smorfiosa e l'impertemente ma sistemeremo anche questo con la dovuta pazienza.
Se qualcuno ha intenzioni di farmi un bellissimo regalo di Natale sappia che ho bisogno della 25esima ora giornaliera. Un grazie preventivo.
A presto.
Quella peste coccolosa di Pandora nel frattempo ha imparato a riportare qualsiasi cosa venga lanciata (a chi la lancia) e a sedersi aspettanto il lancio senza fare troppo casino. Fa ancora la smorfiosa e l'impertemente ma sistemeremo anche questo con la dovuta pazienza.
Se qualcuno ha intenzioni di farmi un bellissimo regalo di Natale sappia che ho bisogno della 25esima ora giornaliera. Un grazie preventivo.
A presto.
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