lunedì 9 maggio 2011

Steampunk e Trigillo

Lo Steampunk è a quota 510.000 battute e non è ancora finito, direi che sono al 90% della prima stesura. A questo punto devo rivedere le stime circa la lunghezza: 600.000 battute (450 pagine circa) potrebbe essere un traguardo alla mia portata. Tra le altre cose, oltre a leggermi un libro scritto da uno dei miei protagonisti (storici) per caratterizzare il personaggio mi sono trovato nella necessità di definire il contenuto delle tavolette "perdute" dell'Epica di Gilgamesh (che i miei personaggi ritrovano): quale migliore (e sragionante) idea se non scriverle? Quindi ho letto l'Epica e poi, imitandone lo stile, ho scritto le tavolette che mi servivano. Pura follia? Può darsi, può darsi...
Tra le altre cose, al termine dell'opera ho scritto tutti i riferimenti usati per la ricerca bibliografica e parte dei ragionamenti sulla trama. Un piccola chicca o un altro segno del mio delirio?
Veniamo al Trigillo perché sono convinto che alla maggior parte non interessi nulla dei precedenti capoversi. Bene, il tanto atteso Trigillo subirà (in senso positivo) l'editing soltanto dopo il Salone del Libro di Torino e quindi i tempi per vederlo sullo scaffale della librerie (ed eventualmente per ragionare a uno spin-off) si dilatano.
A presto.

martedì 19 aprile 2011

Steampunk!

Sono a quota 430.000 battute. 130 pagine formato A4. Le prime 100 sono a posto, ovvero i capitoli e la narrazione si susseguono senza interruzioni. Poi ci sono 20 pagine di caos, appunti, idee, eccetera. E si arriva alle ultime 10 pagine, l'ultimo capitolo e l'epilogo completati. Mancheranno altre 20 o 30 pagine di narrazione. Conto di arrivare a 500.000 battute che vorrebbe dire un libro di 300-350 pagine. Per ora sono soddisfatto ma, ovviamente, è la prima stesura.
Lo so, la maggior parte di voi attende informazioni circa il Trigillo. Ebbene... non ne ho. Io continuo a rileggerlo e a trovare qualche miglioria ma il lavoro grosso con l'editor deve ancora cominciare.
Farò nuove comunicazioni a tempo debito.
A presto.

lunedì 7 marzo 2011

Il "mio" cane?


"Il tuo cane il più bravo e il più simpatico qui non può entrare"

Divertente: chissà quanto è costato al contribuente il parco, un cartello del genere e l'annessa ironia.
Premettiamo che il parco è pubbilco.
Premettiamo che se non porto il cane al parco, dove lo porto, in un parcheggio?
Premettiamo anche che ho sempre con me il sacchettino per raccogliere il PIL (prodotto interno lordo) di Pandora.
Premettiamo anche che i cani hanno un microchip che riporta il proprietario.
E aggiungiamo, infine, che i pannelli integrativi servono a limitare la validità dei divieti (e che noi italiani siamo spettacolari quando dobbiamo inventarceli).
Ebbene, la domanda è la seguente: Pandora non è il mio cane (appartiene a mia moglie e la proprietà non è transitiva). Ora, quando entro al parco con Pandora al guinzaglio, il divieto è limitato dal fatto che il cane deve essere mio (e quindi possiamo entrare entrambi)?
Nel frattempo, il Paese è allo sfascio...

mercoledì 9 febbraio 2011

Aughnanure Castle, Irlanda

Una nuova rubrica, qualcosa che unisca le mie passioni senza parlare sempre di scrittura o di lettura. Ho pescato a caso dalle cartelle con le foto dei miei viaggi. E' stato davvero un viaggio, ma nel passato, caratterizzato da un pizzico di malinconia. Ora, il fortunato prescelto per la blogalizzazione è Aughnanure Castle, Irlanda, di cui metto anche due foto e una breve descrizione.
Aughnaure Castle si trova nel centro della cittadina di Oughterard, sulla N59, a nord della città di Galway. Potrei mettere una mappa ma non lo faccio perché è impossibile mancarlo se siete da quelle parti: appena entrati in città basta seguire i cartelli marroni e ci si va praticamente a infialre nel suo parcheggio. E' tanto facile che l'hanno trovato anche quattro turisti italiani che facevano un viaggio all'avventura, viaggiavano dalla parte sbagliata della strada (ma che in Irlanda è quella giusta) e sparavano vaccate in macchina dopo una sostanziosa cooked-breackfast. Ora non ricordo la data ma ricordo che una bella giornata, con un cielo di cobalto e un orizzonte di dolci colline e di prati scintillanti di bruma (ovviamente prima di entrare nella cittadina di Oughterard, che si presentava invece come una tipica cittadina irlandese).
Segnalo anche un buon sito che ne tratta, elencandone dettagli storici e curiosità (in inglese ovviamente, pardon, in irlandese).
Ne approfitto per fare un po' di diario di bordo. La tersa mattinata di sole è chiazzata da nubi sparse e minacciose che ci incalzano nonostante l'ottimo inizio della giornata: questa è una delle poche foto d'irlanda dove appaio con il k-way e il motivo c'è tutto.
In biglietteria ci accoglie una ragazza simpatica che ci allunga ogni genere di guida, poi realizza che siamo stranieri e ci propone la guida illustrata in inglese e quella in italiano. E qui ho imparato che occorre SEMPRE prendere entrambe perché quelle tradotte nella nostra lingua contengono strafalcioni davvero bizzarri sui termini militari (e anche sugli altri).
Veniamo al signor Aughnanure Castle. Il castello è costituito da un mastio centrale circondato da due cinta di mura. La più esterna è in buone condizioni, quella interna invece è presente soltanto in parte e sopravvive la torre tonda angolare (dotata di cannoniere). A parte alcune finestre al centro del mastio, la struttura difensiva medievale è in ottime condizioni, ci sono bertesche angolari a sporgere, archiere (che non è un errore ma è il plurare di archiera, la feritoia longitudinale dotata di strombatura all'interno del muro) e caditoie.
Le sale del mastio sono state restaurate ed espongono pannelli illustrativi con la storia del castello, della regione e della poliercetica.



Qui sopra una vista dal lato sud del castello: a sinistra la cannoniera, al centro della oto il mastio. Le mura che si vedono sullo sfondo sono la seconda cinta, della prima rimane il pezzo di cortina attaccata alla cannoniera. Il mastio è in stato eccellente, sono ancora presenti tutto l'apparato difensivo a sporgere, compresa la merlatura superiore.



Qui invece un dettaglio dell'apparato difensivo a sporgere. In primo piano una bertesca in muratura sorretta da cinque beccatelli e alla sommità della torre due caditoie.

giovedì 13 gennaio 2011

Scrivere non basta, occorre reperire informazioni

La parte iniziale del mio lavoro steampunk è ambientato in Scozia e successivamente in Inghilterra nel 1890; poi dovrebbe toccare la Germania e il Medio-Oriente. Il genere mi garantisce una certa libertà narrativa (non si tratta di un romanzo storico), tuttavia volevo in certi casi essere il più vicino possibile a fatti realmente accaduti (e a personaggi realmente esistiti) nonché a luoghi non soltanto verosimili ma reali. Questo ha generato una ricerca di informazioni della quale non riesco a vedere la fine.
Faccio un esempio?
Potevo scrivere:
Il ragazzo confermò di conoscere l'antico egiziano.
Potrebbe bastare. Poteva bastare. Adesso sono a un punto in cui di certe cose non mi accontento più e ho trasformato la frase precedente in una battuta:
«Ho letto anche il Dictionnaire égyptien en écriture hiéroglyphique di Jean-François Champollion.»
Fa un effetto diverso, migliore. Però richiede un po' più di impegno (temporale). Ho dovuto studiare la mappa di Londra del 1890 per capire in quale zona (e in quale via) poteva accadere un certo fatto. Così quando i protagonisti fuggono, imboccano Kingsland Road, procedendo a sud, verso il Tamigi. Tra le altre cose (e per la cronaca), Kingsland Road non esiste più.
Questo per spiegare che ciò cui sto lavorando richiede molto più tempo da spendere nel reperire informazioni che nello scrivere quel che accade. Al riguardo arrivo immediatamente al nocciolo della questione perché sarebbe una cosa che recherebbe più sapore alla narrazione. Io non ho trovato notizie circa la divisa degli alunni del Gonville and Caius College di Cambrindge nel 1890: qualcuno ne sa qualcosa (in premio c'è una citazione nei Ringraziamenti dell'opera)?
Un saluto

martedì 4 gennaio 2011

Buon 2011

Odio Natale e odio Capodanno e li odio perché sono feste deturpate della nuova religione neopagana del mercimonio sfrenato. Bene, ho finito con lo sfogo.
Il mio 2011 comincia all'insegna dello steampunk che avevo in mente. Direi che attraverso un momento di fervida ispirazione e, soprattuttto, procedo con linearità (ed è per me la prima volta perché di solito faccio prima un capitolo, poi ne realizzo uno alla fine, poi torno all'inizio... insomma, avete capito). Sono a ventuno pagine di word e ho introdotto i personaggi principali e generato l'evento scatenante. Sono soddisfatto, e lo sono in virtù del fatto che continuo a lavorare su questo progetto senza lasciarmi distrarre dai numerosi già cominciati e soltanto abbozzati.
Riguardo al romanzo sui vampiri, tutto tace dagli editori ma sono ancora fiducioso.
Il Trigillo è sempre in fase di editing da aprte di Asengard.
La Tela è anch'essa in fase di editing (ma ce ne occupiamo Marco ed io).
Insomma, in questo 2011 ho parecchio da fare e, come sempre, poco tempo per farlo!
Un saluto

mercoledì 15 dicembre 2010

Intervista sul Corriere di Parma

Domani 16 dicembre alle ore presso la Libreria Battei di via Cavour (Parma) verrà presentato il numero invernale de Il Corriere di Parma, edito appunto da Battei. All'interno c'è un'intervista che ho rilasciato al collega scrittore e critico Roberto Tanzi che ringrazio di avermi dedicato lo spazio in quella che diventerà una rubrica sugli scrittori parmigiani.
Un'altra piccola soddisfazione si aggiunge alle precedenti. Intanto proseguo con la stesura dell'opera steampunk che mi ha preso e attendo i primi capitoli del Trigillo da editare.
A presto