Come siamo messi? Piccolo punto della situazione.
A breve arriveranno altre recensioni, il tempo di raccogliere le idee. Per i progetti di scrittura, invece?
Allora, inzierei con La tela. Marco ha dato una bella sberla al finale, ora sono io che devo conciare per le feste l'epilogo. Sarà dura, entro giovedì. Dopo questa però, quasi riusciamo a fare un file unico unendo tutti i capitoli per poi rileggere il tutto. Scrivere Uomini in bilico non è stato così faticoso, accidenti!
De IDST è iniziata la fase di etiditing e sono cominciati i primi tagli, le prime ristesure e le prime aggiunte. Il risultato è ottimo.
Ho cominciato il prologo del seguito de ISDT. Naturalmente sarà uno dei due sigilli rimasti. Quale?
Il lavoro al giallo/fantasy si è interrotto per qualche settimana a favore delle ricerche e della stesura dei primi capitoli di un med-fantasy del tutto particolare, qualcosa che strizza l'occhio al romanzo storico infarcendolo con le caratteristiche tipiche del fantasy.
Ho cominciato anche a buttar giù dei capitolo due romanzi con protagonisti i mannari, anche se totalmente differenti, uno è un fantasy e l'altro è un romanzo storico che prende spunto da un avvenimento legato alla seconda crociata. Ho definito i protagonisti, qualche battuta, il background e poi ho lasciato tutto lì per correggere ISDT, poi sono tornato al giallo/fantasy con rinnovato vigore.
Il tempo materiale per scrivere si accorcia sempre di più. Ora non ho più soltanto un prato da tosare di tanto in tanto, ho un acero, un olivo e la siepe. A questo aggiungiamo che quelle streghe (in senso buono) delle mie sorelle mi hanno regalato la pedana del Wii! Maledizione, devo ancora provare la sfida delle flessioni con l'allenatore virtuale!
Forse con un part-time potrei farcela...
martedì 15 luglio 2008
lunedì 7 luglio 2008
La rocca dei silenzi
Ammonthàd, La rocca dei Silenzi, un luogo dove sono custodi immensi tesori da orde di demoni inferociti. Le prime domande e i primi dubbi che mi sono sorti spontanei sulla rocca sono stati sciolti dalla lettura, c'è un perché alle cose. Thal Dòm dovrebbe essere il protagonista (e dico dovrebbe perché in seguito smentirò questa cosa) della vicenda. E' un mago rovinato da una spedizione ad Ammonthad che, convocato dalla Torre di Dòthrom per una nuova spedizione verso la Rocca dei Silenzi viene a scoprire gli intrighi e le verità che nemmeno immaginava gratvitare non solo intorno alla Rocca ma anche intorno alla Torre, riferimento e scuola di magia per i Regni di tutto il mondo.Viene organizzata una spedizione (suicida) che dovrà scoprire il punto debole dei demoni affinché una seconda spedizione possa affrontarli con successo. Vengono inviti messi in tutte le terre per reclutare i migliori mercenari per organizzare la missione (suicida sempre, che avrebbe garantito alla spedizione successiva il buon esito).
Subito mi sono sorti molteplici dubbi. Perché mercenari e non reparti organizzati, perché affrontare i demoni con attacchi a macchia di leopardo e non con una bella linea di opliti? Alla fine ho compreso tutto. E in effetti, lo ribadisco ancora, occorre fidarsi dell'autore.
Andrea d'Angelo scrive un fantasy strano. Già, è strano perché non ho mai letto un libro con dei personaggi tanto viscidi e scostanti. Tutti, non solo gli antagonisti! Ad essere onesti uno o due se ne salvano (ma per sbaglio, credo). C'è comunque un motivo se i personaggi sono tutti odiosi, a mio avviso, ed è un motivo letterario: la vera protagonista della vicenda è la vicenda stessa. E il focus sui fatti e sul loro significato poteva essere dato soltanto evitando personaggi che consentissero immedesimazione. Rimane il fatto che non affezionarsi ai personaggi crei un po' di fastidio.
Poco belle alcune scelte linguistiche.
"Fruitori di magia" l'ho trovato scomodo come sinonimo di mago/stregone, anche se corretto, poteva essere usato nei dialoghi e non nella narrazione per dare maggior spessore ai maghi.
Ascia "bilama" è linguisticamente corretto, anche se l'aggettivo è usato più per le spade che per le asce il cui aggettivo specifico è "bipenne".
Le due peculiarità linguistiche non rovinano la lettura, sono dettagli. Brooks chiama "gnomi" quelli che alla descrizione appaiono come perfetti "goblin", se vuole chiamarli in modo diverso ne prendo atto, se storco la bocca sono affari miei.
Perdonatemi se divago un attimo: ho letto numerosi commenti e post sull'impiego e sulla contestualizzazione dei termini nei fantasy. Che deve fare un autore, scrivere le battute in elfico per gli elfi (e fornire la traduzione in appendice)? Può usare nella narrazione il termine "machiavellico"? Può usare "pantagruelico"? Può usare "psicologico"? Può usare "giunonico", "adone", "gioviale", "marziale" anche se derivano dal classicismo greco? Insomma se un autore deve scrivere in italiano i termini sono quelli dell'italiano! Arrendiamoci sui vocaboli della narrazione, quel che riguarda le battute è, invece, un altro discorso: sarebbe fuori luogo un goblin che invece che "il carro di quel nano invasato è irraggiungibile" dicesse "ehi cumpa, il bolide di quel truzzo ci ha dato la paga: scheggia come un missile" (ogni volta che la rileggo però mi piace sempre di più!).
Ad effetto gli inserimenti dei numerosi (e spietati) pensieri che i personaggi pensano l'uno dell'altro anche se un gruppo composto da questi individui è davvero poco verosimile: se tutti diffidano di tutti, come può proseguire la spedizione?
Alcune situazioni poi sono paradossali e certi personaggi fanno cose assolutamente fuori dal normale. Una delle più importanti maghe della Torre di Dòthrom (che fa parte di un complotto e dovrebbe essere svezzata a tale arte) si reca in colloquio privato con una rinomata assassina esperta di veleni, nei suoi appartamenti. Senza dire a nessuno dove va, senza prendere precauzioni, da sola! La conclusione darwiniana del siparietto è logica, è l'avvenimento in sé che a mio avviso è illogico.
Altre cose non tornano: se foste un mago che deve usare molti incantesimi, affidereste la protezione della vostra vita ad un guerriero che vi vuole fare la pelle? Io soltanto se ne fossi costretto, e in ogni modo avrei un piano d'emergenza o un trucco per sopravvivere, in alternativa "muoia Sansone con tutti i filistei".
Insomma, è vero che la grande protagonista è la storia ma questo si evince anche dal fatto che gli altri protagonisti lo sono in funzione di questa e durano lo stretto necessario a svelarla.
L'epilogo rasenta il più acuto pessimismo riguardo alla "teoria dei complotti" ma mi trova assolutamente d'accordo: non poteva finire altrimenti, bravo Andrea (ti do del tu). che non ti sei lasciato prendere dal buonismo! Può non piacere ma è giusto così.
D'Angelo poi ha una scrittura evocativa e ricercata (con qualche eccesso, talvolta). Da leggere se volete qualcosa di spietato.
Subito mi sono sorti molteplici dubbi. Perché mercenari e non reparti organizzati, perché affrontare i demoni con attacchi a macchia di leopardo e non con una bella linea di opliti? Alla fine ho compreso tutto. E in effetti, lo ribadisco ancora, occorre fidarsi dell'autore.
Andrea d'Angelo scrive un fantasy strano. Già, è strano perché non ho mai letto un libro con dei personaggi tanto viscidi e scostanti. Tutti, non solo gli antagonisti! Ad essere onesti uno o due se ne salvano (ma per sbaglio, credo). C'è comunque un motivo se i personaggi sono tutti odiosi, a mio avviso, ed è un motivo letterario: la vera protagonista della vicenda è la vicenda stessa. E il focus sui fatti e sul loro significato poteva essere dato soltanto evitando personaggi che consentissero immedesimazione. Rimane il fatto che non affezionarsi ai personaggi crei un po' di fastidio.
Poco belle alcune scelte linguistiche.
"Fruitori di magia" l'ho trovato scomodo come sinonimo di mago/stregone, anche se corretto, poteva essere usato nei dialoghi e non nella narrazione per dare maggior spessore ai maghi.
Ascia "bilama" è linguisticamente corretto, anche se l'aggettivo è usato più per le spade che per le asce il cui aggettivo specifico è "bipenne".
Le due peculiarità linguistiche non rovinano la lettura, sono dettagli. Brooks chiama "gnomi" quelli che alla descrizione appaiono come perfetti "goblin", se vuole chiamarli in modo diverso ne prendo atto, se storco la bocca sono affari miei.
Perdonatemi se divago un attimo: ho letto numerosi commenti e post sull'impiego e sulla contestualizzazione dei termini nei fantasy. Che deve fare un autore, scrivere le battute in elfico per gli elfi (e fornire la traduzione in appendice)? Può usare nella narrazione il termine "machiavellico"? Può usare "pantagruelico"? Può usare "psicologico"? Può usare "giunonico", "adone", "gioviale", "marziale" anche se derivano dal classicismo greco? Insomma se un autore deve scrivere in italiano i termini sono quelli dell'italiano! Arrendiamoci sui vocaboli della narrazione, quel che riguarda le battute è, invece, un altro discorso: sarebbe fuori luogo un goblin che invece che "il carro di quel nano invasato è irraggiungibile" dicesse "ehi cumpa, il bolide di quel truzzo ci ha dato la paga: scheggia come un missile" (ogni volta che la rileggo però mi piace sempre di più!).
Ad effetto gli inserimenti dei numerosi (e spietati) pensieri che i personaggi pensano l'uno dell'altro anche se un gruppo composto da questi individui è davvero poco verosimile: se tutti diffidano di tutti, come può proseguire la spedizione?
Alcune situazioni poi sono paradossali e certi personaggi fanno cose assolutamente fuori dal normale. Una delle più importanti maghe della Torre di Dòthrom (che fa parte di un complotto e dovrebbe essere svezzata a tale arte) si reca in colloquio privato con una rinomata assassina esperta di veleni, nei suoi appartamenti. Senza dire a nessuno dove va, senza prendere precauzioni, da sola! La conclusione darwiniana del siparietto è logica, è l'avvenimento in sé che a mio avviso è illogico.
Altre cose non tornano: se foste un mago che deve usare molti incantesimi, affidereste la protezione della vostra vita ad un guerriero che vi vuole fare la pelle? Io soltanto se ne fossi costretto, e in ogni modo avrei un piano d'emergenza o un trucco per sopravvivere, in alternativa "muoia Sansone con tutti i filistei".
Insomma, è vero che la grande protagonista è la storia ma questo si evince anche dal fatto che gli altri protagonisti lo sono in funzione di questa e durano lo stretto necessario a svelarla.
L'epilogo rasenta il più acuto pessimismo riguardo alla "teoria dei complotti" ma mi trova assolutamente d'accordo: non poteva finire altrimenti, bravo Andrea (ti do del tu). che non ti sei lasciato prendere dal buonismo! Può non piacere ma è giusto così.
D'Angelo poi ha una scrittura evocativa e ricercata (con qualche eccesso, talvolta). Da leggere se volete qualcosa di spietato.
venerdì 4 luglio 2008
I delitti del mosaico
Non conosco Giulio Leoni di persona soltanto per una sfortuna, altrimenti ci saremmo visti a Mangia come scrivi, a Montechiarugolo, a maggio. Peccato, avrei discusso volentieri con lui dell'esperienza di scrivere un romanzo storico oltre che a parlarne delle sue opere appunto, a Mangia come Scrivi (dove ho letto un estratto di La crociata delle tenebre).
I delitti del mosaico parla di un omicidio avvenuto nella Firenze medievale, delitto che per la sua particolarità viene sottoposto a Dante Alighieri, persona lucida e, direi, moderna rispetto al contesto storico in cui si trova. Non svelo più nulla altrimenti andrei a fare anticipazioni pericolose.
Leoni ha una prosa scorrevole ma forte e tutta la puntualità descrittiva dei gialli (e in effetti IDDM è un giallo-storico), nonché la tensione di scoprire che cosa c'è sotto ai delitti e a chi è l'assassino. Sotto la guida di Leoni ci immergiamo completamente nell'atmosfera di Firenze, nella politica dell'epoca, nei giochi di poteri, nel conflittuale rapporto tra la Chiesa e Firenze e tra l'Alighieri e il Papa.
IDDM è intrigante e ha il pregio di una ricostruzione storica affascinante e puntuale, la cosa che mi ha stupito e che secondo me soltanto pochi sapranno apprezzare è il lavoro oscuro che c'è alla base. L'ho detto anche a Mangia come scrivi: scrivere un romanzo storico implica allo scrittore una ricerca storica senza precedenti (anch'io ci sono in mezzo con alcune opere), una fase di documentazione a 360 gradi. Leoni ha l'abilità di far convivere realtà storica con finzione narrativa senza inganni. Lo stesso Dante Alighieri assume un'umanità nuova, con i suoi pregi e difetti ed è un personaggio che lascia il segno (può piacere oppure no, ma non verrà sicuramente dimenticato), così come lascia il segno l'apparizione di uno splendido Cecco Angiolieri.
Citati i pregi passo ora a fare le pulci al romanzo. Non amo i gialli (e forse ne sto pure scrivendo uno, ma è fantasy, dai!), il romanzo mi è piaciuto ma ho trovato un difetto che mi ha fatto storcere il naso: già, perché secondo me ha il difetto di finire per una fortuita casualità! Dante si comporta come un investigatore razionale (illuminato oserei dire) eppure arriva alla soluzione del caso soltanto per una coincidenza che ha tutto l'aspetto di un escamottage letterario. L'effettiva piega degli eventi e della narrazione non l'avrebbero mai portato a scoprire il colpevole anche se i suoi sospetti erano ben indirizzati.
A parte questa considerazione rimane comunque una lettura coinvolgente e ricca di spunti. Non posso che consigliarlo anche a chi, come me, non è appassionato dei gialli.
I delitti del mosaico parla di un omicidio avvenuto nella Firenze medievale, delitto che per la sua particolarità viene sottoposto a Dante Alighieri, persona lucida e, direi, moderna rispetto al contesto storico in cui si trova. Non svelo più nulla altrimenti andrei a fare anticipazioni pericolose.
Leoni ha una prosa scorrevole ma forte e tutta la puntualità descrittiva dei gialli (e in effetti IDDM è un giallo-storico), nonché la tensione di scoprire che cosa c'è sotto ai delitti e a chi è l'assassino. Sotto la guida di Leoni ci immergiamo completamente nell'atmosfera di Firenze, nella politica dell'epoca, nei giochi di poteri, nel conflittuale rapporto tra la Chiesa e Firenze e tra l'Alighieri e il Papa.
IDDM è intrigante e ha il pregio di una ricostruzione storica affascinante e puntuale, la cosa che mi ha stupito e che secondo me soltanto pochi sapranno apprezzare è il lavoro oscuro che c'è alla base. L'ho detto anche a Mangia come scrivi: scrivere un romanzo storico implica allo scrittore una ricerca storica senza precedenti (anch'io ci sono in mezzo con alcune opere), una fase di documentazione a 360 gradi. Leoni ha l'abilità di far convivere realtà storica con finzione narrativa senza inganni. Lo stesso Dante Alighieri assume un'umanità nuova, con i suoi pregi e difetti ed è un personaggio che lascia il segno (può piacere oppure no, ma non verrà sicuramente dimenticato), così come lascia il segno l'apparizione di uno splendido Cecco Angiolieri.
Citati i pregi passo ora a fare le pulci al romanzo. Non amo i gialli (e forse ne sto pure scrivendo uno, ma è fantasy, dai!), il romanzo mi è piaciuto ma ho trovato un difetto che mi ha fatto storcere il naso: già, perché secondo me ha il difetto di finire per una fortuita casualità! Dante si comporta come un investigatore razionale (illuminato oserei dire) eppure arriva alla soluzione del caso soltanto per una coincidenza che ha tutto l'aspetto di un escamottage letterario. L'effettiva piega degli eventi e della narrazione non l'avrebbero mai portato a scoprire il colpevole anche se i suoi sospetti erano ben indirizzati.
A parte questa considerazione rimane comunque una lettura coinvolgente e ricca di spunti. Non posso che consigliarlo anche a chi, come me, non è appassionato dei gialli.
lunedì 30 giugno 2008
Presentazione di mercoledì 2 luglio rinviata
Nulla da aggiungere al titolo riguardo ad UIB se non che la presentazione è rinviata a data da destinarsi.
Il med-fantasy che ho deciso di scrivere comincia a prendermi (a scapito dei lavori su Il Pugnale di Istharan - che ha subito un momentaneo stop) ma riscontro alcuni problemi con la contestualizzazione storica: la mancanza di fonti attendibili o meglio, a fronte di una pluralità di fonti storiche differenti sullo stesso argomento mi ritrovo costretto ad improvvisare, ovvero a fare scelte che preferirei fare ricamando sulla realtà e non su una realtà presunta.
Erodoto mi fornisce un periodo ed una genealogia precisi mentre altri studiosi storici attuali e dell'epoca ne forniscono diversi. Il ricorso alla mitologia è stata tanto fruttuosa da propinarmi varie versioni (differenti naturalmente) dello stesso mito. Insomma, il mio protagonista ha un fratello ma su alcune versioni potrebbe avere anche una sorella. Ce l'ha avuta o non ce l'ha avuta? La devo inserire nella narrazione? La storia della sorella del mio protagonista s'incrocia con Enea, almeno secondo alcuni storiografi, secondo altri Enea non c'entra nulla. Io che faccio, invento? Mi sa che finirà così.
Il med-fantasy che ho deciso di scrivere comincia a prendermi (a scapito dei lavori su Il Pugnale di Istharan - che ha subito un momentaneo stop) ma riscontro alcuni problemi con la contestualizzazione storica: la mancanza di fonti attendibili o meglio, a fronte di una pluralità di fonti storiche differenti sullo stesso argomento mi ritrovo costretto ad improvvisare, ovvero a fare scelte che preferirei fare ricamando sulla realtà e non su una realtà presunta.
Erodoto mi fornisce un periodo ed una genealogia precisi mentre altri studiosi storici attuali e dell'epoca ne forniscono diversi. Il ricorso alla mitologia è stata tanto fruttuosa da propinarmi varie versioni (differenti naturalmente) dello stesso mito. Insomma, il mio protagonista ha un fratello ma su alcune versioni potrebbe avere anche una sorella. Ce l'ha avuta o non ce l'ha avuta? La devo inserire nella narrazione? La storia della sorella del mio protagonista s'incrocia con Enea, almeno secondo alcuni storiografi, secondo altri Enea non c'entra nulla. Io che faccio, invento? Mi sa che finirà così.
venerdì 27 giugno 2008
Presentazione di Uomini in Bilico!
Mercoledì 2 luglio, alle 21.30, indicativamente, Marco Bonati ed io parteciparemo ad una serata per pochi intimi, al 104 di Viale Mentana a Parma in cui illustreremo UIB e il lavoro fatto per realizzarlo. Inviterei tutto il mondo a partecipare se non fosse che la saletta è proprio tale e otrebbe esserci un po' di calca ;-)
Naturalmente porteremo con noi un sacco di copie da autografare. Vi aspettiamo.
Lascio un flash sullo stato dei lavori de ISDT: il secondo volume della tetralogia è in fase di editing! Alcuni capitoli, quattro per la precisione (il 20, il 22, il 24 e il 26 della terza stesura) sono stati oggetto di una parziale riscrittura e di una maggior caratterizzazione. Qualcuno si chiederà: "come mai capitoli pari e così ravvicinati?" Il punto è che la narrazione si snoda tra i nuovi protagonisti (i cattivi?) che invadono i territori umani e i protagonisti de ISDV (i buoni?) che si trovano coinvolti nelle vicende ma che nel frattempo vedono dipanarsi la matassa di domande che assillavano Gwyllywm al termine de ISDV.
Per rendere la narrazione più avvincente ho alternato i capitoli degli uni e degli altri in stile A-B-A-B, eccetera. Temo che questo stile attirerà le ire di qualche lettore che si lamenterà che non c'è legame tra un capitolo e il successivo e che la narrazione non procede in modo lineare ma a scatti. Lo stile funziona, anche ne ISDV avevo alternato le vicende di Raylyn con quelle di Gwyllywm, fino a quando non s'incontravano e Caeldarein, per mostrare in parallelo come si muovevano gli antagonisti.
Veniamo agli altri lavori. La Tela procede costantemente con un lavoro differenziato sui capitoli da parte mia e di Marco. Ormai la data della prma definitiva stesura è sempre più vicina anche se alcuni capitoli sono stati lasciati aperti per ospitare eventuali e future idee. Praticamente scriviamo in prospettiva futura.
Ho cominciato il primo capitolo del seguito de ISDT. Già, incredibile. Alcuni capitoli erano già pronti, si tratta di poca roba ma riguardano un personaggio che è piaciuto a molti. Basta con le anticipazioni, in fondo ho solo scritto le prime due pagine del PROLOGO...
Ho momentaneamente accantonato il progetto del romanzo storico ambientato in Scozia all'età del bronzo e non trovo più ispirazione per il fantasy/giallo ambientato in una terra alternativa e mi sono fermato dopo 80 pagine di word, nonostante abbia già definito il contenuto dei capitoli mancanti. Non lo so, prima scrivevo a bomba, ora non mi sento ispirato. Succede. Ora, poiché ritengo che "il blocco dello scrittore" non esista mi sono gettato su altre idee.
Sbirciando in rete ho trovato un sacco di interventi sul cosiddetto med-fantasy e, eccitato all'idea di scrivere qualcosa al riguardo, ho riesumato una vecchia idea, ovvero qualcosa ambientato nel contesto mediterraneo. Ovviamente ho dovuto fare una lunga ricerca inerente la mitologia per trasformare in materiale fantasy qualche leggenda italica dei tempi che precedettero la gloria di Roma. A questo punto è emerso una varietà inimmaginabile di diverse versioni dello stesso mito e degli stessi personaggi e ho dovuto fare alcune scelte per iniziare. Insomma, ho scritto qualche pagina e buttato giù una bozza di trama, niente di più. Vedremo.
Un saluto
Naturalmente porteremo con noi un sacco di copie da autografare. Vi aspettiamo.
Lascio un flash sullo stato dei lavori de ISDT: il secondo volume della tetralogia è in fase di editing! Alcuni capitoli, quattro per la precisione (il 20, il 22, il 24 e il 26 della terza stesura) sono stati oggetto di una parziale riscrittura e di una maggior caratterizzazione. Qualcuno si chiederà: "come mai capitoli pari e così ravvicinati?" Il punto è che la narrazione si snoda tra i nuovi protagonisti (i cattivi?) che invadono i territori umani e i protagonisti de ISDV (i buoni?) che si trovano coinvolti nelle vicende ma che nel frattempo vedono dipanarsi la matassa di domande che assillavano Gwyllywm al termine de ISDV.
Per rendere la narrazione più avvincente ho alternato i capitoli degli uni e degli altri in stile A-B-A-B, eccetera. Temo che questo stile attirerà le ire di qualche lettore che si lamenterà che non c'è legame tra un capitolo e il successivo e che la narrazione non procede in modo lineare ma a scatti. Lo stile funziona, anche ne ISDV avevo alternato le vicende di Raylyn con quelle di Gwyllywm, fino a quando non s'incontravano e Caeldarein, per mostrare in parallelo come si muovevano gli antagonisti.
Veniamo agli altri lavori. La Tela procede costantemente con un lavoro differenziato sui capitoli da parte mia e di Marco. Ormai la data della prma definitiva stesura è sempre più vicina anche se alcuni capitoli sono stati lasciati aperti per ospitare eventuali e future idee. Praticamente scriviamo in prospettiva futura.
Ho cominciato il primo capitolo del seguito de ISDT. Già, incredibile. Alcuni capitoli erano già pronti, si tratta di poca roba ma riguardano un personaggio che è piaciuto a molti. Basta con le anticipazioni, in fondo ho solo scritto le prime due pagine del PROLOGO...
Ho momentaneamente accantonato il progetto del romanzo storico ambientato in Scozia all'età del bronzo e non trovo più ispirazione per il fantasy/giallo ambientato in una terra alternativa e mi sono fermato dopo 80 pagine di word, nonostante abbia già definito il contenuto dei capitoli mancanti. Non lo so, prima scrivevo a bomba, ora non mi sento ispirato. Succede. Ora, poiché ritengo che "il blocco dello scrittore" non esista mi sono gettato su altre idee.
Sbirciando in rete ho trovato un sacco di interventi sul cosiddetto med-fantasy e, eccitato all'idea di scrivere qualcosa al riguardo, ho riesumato una vecchia idea, ovvero qualcosa ambientato nel contesto mediterraneo. Ovviamente ho dovuto fare una lunga ricerca inerente la mitologia per trasformare in materiale fantasy qualche leggenda italica dei tempi che precedettero la gloria di Roma. A questo punto è emerso una varietà inimmaginabile di diverse versioni dello stesso mito e degli stessi personaggi e ho dovuto fare alcune scelte per iniziare. Insomma, ho scritto qualche pagina e buttato giù una bozza di trama, niente di più. Vedremo.
Un saluto
mercoledì 18 giugno 2008
Giramenti di testa e domande moleste
Il lettore deve credere allo scrittore. Questo è un principio generale della lettura e della scrittura. Nessuno scrittore si è mai posto il problema di dover spiegare perché un drago con le ali vola. Vola e basta e su questo siamo tutti d'accordo. Se qualche ingegnere areonautico facesse però qualche calcolo, magari scoprirebbe che la superfice alare di un drago come è stato descritto non basta a tenerlo in aria. Non potete diffidare di un drago perché non l'avete mai visto o non credere in un "colpo di fulmine" se non vi è mai capitato. Dovete credere allo scrittore. Bene, definito questo sacrosanto caposaldo, passo a rispondere ad alcune domande che mi sono state poste. Ma ricordate: ad ogni cosa c'è un perché...
I tuoi personaggi hanno nomi strani, come mai?
Con i personaggi, ho cercato di attuare un processo di caratterizzazione culturale. I nomi degli elfi ricordano nomi galllesi e ho usato la "y" come vocale "i" e la "w" come vocale "u", i loro nomi sono di solito accompagnati dalla tribù di appartenenza se sono elfi revisionisti altrimenti da quello della madre se sono ortodossi. Gwyllywm di Si'phir è un elfo della luce che appartiene alla tribù di Si'phir, Raylyn figlia di Moad è un elfa ortodossa.
Per i nani ho usato una cosa un po' più lunga. I nani hanno un soprannome che ricorda un loro atto eroico, oppure, in linea paterna, il parente più prossimo che ha compiuto un'impresa eroica. Meldor figlio di Mellor, figlio di Allor Rocciasicura pretoriano di Golenor Barbagrigia, Re delle Montagne di Cristallo ne è un esempio.
Come mai i tuoi elfi hanno nomi gallesi mentre le città hanno nomi inglesi?
Come dicevo prima, ho cercato di caratterizzare le culture. Non potevo dare a una città umana un nome elfico... in ogni modo potremmo dire che nel mio romanzo non ci sono nomi in gallese e nemmeno in inglese, semplicemente perché tali lingue non sono trattate nella narrazione e quindi fanno parte del bagaglio culturale del lettore, in parte estraneo al mio mondo. Se qualcuno di voi non conoscesse l'inglese non riconoscerebbe i nomi delle città! ;-)
ISDV è 1 di 4, non ha fine, come mai?
In effetti la mancanza la scritta "FINE" in ultima pagina potrebbe trarre in inganno. La risposta è NO, ISDV è autoconclusivo. Gli eventi scatenanti della narrazione giungono ad un epilogo e ISDT è il continuo temporale de ISDV ma i due sono indipendenti.
La narrazione passa da un personaggio all'altro e da scene di un tipo ad altre diverse. Come mai una scelta cinematografica?
Non ho un solo protagonista e non ho usato la classica dicotomia BUONO/CATTIVO ponendo il fulcro narrativo sul BUONO. Ho così due (e più) protagonisti, ho così due (e più) strade/narrazioni che si intrecciano. Ho così due (e più) scenari che s'intrecciano. Generalmente sono divisi per capitoli.
Il tuo è il solito fantasy con i buoni che affrontano i cattivi pieno di cliché e di dejà-vu?
Avevo sentito qualcuno dire che dopo le opere di Omero era praticamente impossibile inventare qualcosa di nuovo. Nel mio fantasy ci sono persongaggi in lotta tra di loro (e con sé stessi) per conseguire i propri interessi. Voi potrete distinguere i "buoni" dai "cattivi" ma scoprirete che i buoni non sono proprio così buoni e così i cattivi. Lo so, forse dovevo fare le cose semplici... comunque non ci sono dejà-vu. Per i cliché gli elfi sono i classici elfi e i nani sono classici nani.
Perché hai usato dei flashback in prima persona mentre il romanzo è in terza? Non spezzano la narrazione?
Tutti i flashback spezzano la narrazione, non bisognerebbe usarli. Purtroppo scrivere un fantasy non è scrivere un romanzo rosa e ci sono fin troppe cose da dire. Quando leggerete un flashback lo capirete per forza di cose, è come se in un film a colori comparissero in seguito ad una dissolvenza delle scene in bianco e nero. Mi rendo conto che a qualcuno potrebbero non piacere. Purtroppo ho molti personaggi e non volevo dedicare ad ognuno un capitolo tipo scheda. A molti invece è piaciuto, si sono affezionati ai personaggi (che in pratica narravano il proprio passato).
Nel tuo romanzo appaiono incantesimi scritti in prosa. Come mai?
Volevo fare qualcosa di diverso dal solito, per evitare cliché e dejà-vu. A molti è piaciuto.
Come mai hai chiamato ortodossi gli elfi oscuri, come mai non sono una razza diversa ma una sorta di "confessione religiosa"?
Anche questo è stato fatto (e spiegato nella narrazione) per evitare i cliché.
Credo che il tuo fantasy sia come tutti gli altri: c'è un evento scatenante, un viaggio, un protagonista, un antagonista, uno svolgimento della narrazione e l'epilogo. Come mai non hai osato di più?
Il mio fantasy ha riscontrato opinioni diverse. In ogni modo ho osato perché ho evitato la dicotomia bene/male (come invece fanno molti scrittori fantasy italiani e stranieri) e la cosa mi ha dato difficoltà in altri contesti, per esempio gestire l'alternanza dei capitoli tra i protagonisti.
Ritengo che ci siano alcuni capitoli avulsi dalla narrazione principale: sembrano quasi racconti innestati per fare volume: non aggiungono nulla, non potevi toglierli?
E' vero, ci sono alcuni capitoli dove vengno presentati dei personaggi che poi non ritornano nella narrazione. Ho chiesto questo sforzo di lettura non per fare volume o perché siano "riciclati" da racconti precedenti, ma piuttosto perché questi personaggi torneranno de ISDT da protagonisti. Mi viene in mente in drago Ynlown e Laoden di Alerbia che qualcuno ha detto essere assolutamente inutili. Già, forse potevano essere esclusi da ISDV, ma poi, comparendo ne ISDT, qualcuno avrebbe potuto dire che era strano come personaggi di quel calibro venissero fuori soltanto dopo.
Alcuni personaggi crescono troppo velocemente e diventano subito forti. Non è un imbroglio?
Non è una cosa che dovrebbe farvi storcere il naso quanto piuttosto preoccuparvi... come mai sono diventati così potenti? Attenti, fornisco sempre la spiegazione: questa può non piacervi ma è un altro discorso.
A un certo punto usi i termini "genetico" e "psicologico" che con un fantasy non c'entrano nulla. Coma mai hai fatto quest'errore?
Non è un errore. Ribadisco il concetto di prima: non è una cosa che dovrebbe farvi storcere il naso quanto piuttosto preoccuparvi. Che gli elfi non possono conoscere il significato della parola "esperimento genetico" lo dite voi, lo deducete dalle vostre conoscenze. Ho letto da qualche parte che "un protagonista non può usare il termine 'psicologico' perché implicherebbe l'esistenza di Freud nel suo mondo". Voi dovete credere a chi scrive. Se un elfo usa il termine "psciologico" non è un errore perché implica la presenza di Freud, vuol dire che l'elfo ne conosce il significato e che probabilmente c'è qualcosa sotto che non vi è stato ancora svelato. Stesso discorso per "genetico"... Quando Gwyllywm usa questo termine, ne conosce perfettamente il significato. Quando viene sopranominato "il più grande genetista" del suo popolo, c'è un motivo. Cominciate a tremare, adesso? ;-)
Alcuni personaggi potrebbero sbrogliare la situazione usando subito l'incantesimo finale ma non lo fanno, perché?
Avete uno scarafaggio in garage e i seguenti oggetti a vostra disposizione: uno scopettone, una pistola, una sega elettrica, un bazooka, una bomba nucleare. Quale usate? Io uso il piede e provo a schiacciarlo, se poi risulta più resistente della pedata passo allo scopettone e così via, a crescere. Tenderei ad evitare la bomba perché la bestiaccia resiste alle radiazioni...
Ho cercato di rendere le cose plausibili: la vita non è una gara di 100m piani, è una maratona, se scattate subito in testa non è detto che ci arriverete in fondo. Gli americani hanno usato il napalm in Vietnam quando hanno visto che non potevano vincere con la fanteria, hanno perso migliaia di uomini, prima. Non potevano iniziare così? Ricordate che in certi casi la realtà supera la fantasia.
Le domande/risposte finiscono qui. Naturalmente questo è un blog e sarei felice di rispondere a qualsiasi altra domanda/questione che non ho trattato.
A presto e un saluto
I tuoi personaggi hanno nomi strani, come mai?
Con i personaggi, ho cercato di attuare un processo di caratterizzazione culturale. I nomi degli elfi ricordano nomi galllesi e ho usato la "y" come vocale "i" e la "w" come vocale "u", i loro nomi sono di solito accompagnati dalla tribù di appartenenza se sono elfi revisionisti altrimenti da quello della madre se sono ortodossi. Gwyllywm di Si'phir è un elfo della luce che appartiene alla tribù di Si'phir, Raylyn figlia di Moad è un elfa ortodossa.
Per i nani ho usato una cosa un po' più lunga. I nani hanno un soprannome che ricorda un loro atto eroico, oppure, in linea paterna, il parente più prossimo che ha compiuto un'impresa eroica. Meldor figlio di Mellor, figlio di Allor Rocciasicura pretoriano di Golenor Barbagrigia, Re delle Montagne di Cristallo ne è un esempio.
Come mai i tuoi elfi hanno nomi gallesi mentre le città hanno nomi inglesi?
Come dicevo prima, ho cercato di caratterizzare le culture. Non potevo dare a una città umana un nome elfico... in ogni modo potremmo dire che nel mio romanzo non ci sono nomi in gallese e nemmeno in inglese, semplicemente perché tali lingue non sono trattate nella narrazione e quindi fanno parte del bagaglio culturale del lettore, in parte estraneo al mio mondo. Se qualcuno di voi non conoscesse l'inglese non riconoscerebbe i nomi delle città! ;-)
ISDV è 1 di 4, non ha fine, come mai?
In effetti la mancanza la scritta "FINE" in ultima pagina potrebbe trarre in inganno. La risposta è NO, ISDV è autoconclusivo. Gli eventi scatenanti della narrazione giungono ad un epilogo e ISDT è il continuo temporale de ISDV ma i due sono indipendenti.
La narrazione passa da un personaggio all'altro e da scene di un tipo ad altre diverse. Come mai una scelta cinematografica?
Non ho un solo protagonista e non ho usato la classica dicotomia BUONO/CATTIVO ponendo il fulcro narrativo sul BUONO. Ho così due (e più) protagonisti, ho così due (e più) strade/narrazioni che si intrecciano. Ho così due (e più) scenari che s'intrecciano. Generalmente sono divisi per capitoli.
Il tuo è il solito fantasy con i buoni che affrontano i cattivi pieno di cliché e di dejà-vu?
Avevo sentito qualcuno dire che dopo le opere di Omero era praticamente impossibile inventare qualcosa di nuovo. Nel mio fantasy ci sono persongaggi in lotta tra di loro (e con sé stessi) per conseguire i propri interessi. Voi potrete distinguere i "buoni" dai "cattivi" ma scoprirete che i buoni non sono proprio così buoni e così i cattivi. Lo so, forse dovevo fare le cose semplici... comunque non ci sono dejà-vu. Per i cliché gli elfi sono i classici elfi e i nani sono classici nani.
Perché hai usato dei flashback in prima persona mentre il romanzo è in terza? Non spezzano la narrazione?
Tutti i flashback spezzano la narrazione, non bisognerebbe usarli. Purtroppo scrivere un fantasy non è scrivere un romanzo rosa e ci sono fin troppe cose da dire. Quando leggerete un flashback lo capirete per forza di cose, è come se in un film a colori comparissero in seguito ad una dissolvenza delle scene in bianco e nero. Mi rendo conto che a qualcuno potrebbero non piacere. Purtroppo ho molti personaggi e non volevo dedicare ad ognuno un capitolo tipo scheda. A molti invece è piaciuto, si sono affezionati ai personaggi (che in pratica narravano il proprio passato).
Nel tuo romanzo appaiono incantesimi scritti in prosa. Come mai?
Volevo fare qualcosa di diverso dal solito, per evitare cliché e dejà-vu. A molti è piaciuto.
Come mai hai chiamato ortodossi gli elfi oscuri, come mai non sono una razza diversa ma una sorta di "confessione religiosa"?
Anche questo è stato fatto (e spiegato nella narrazione) per evitare i cliché.
Credo che il tuo fantasy sia come tutti gli altri: c'è un evento scatenante, un viaggio, un protagonista, un antagonista, uno svolgimento della narrazione e l'epilogo. Come mai non hai osato di più?
Il mio fantasy ha riscontrato opinioni diverse. In ogni modo ho osato perché ho evitato la dicotomia bene/male (come invece fanno molti scrittori fantasy italiani e stranieri) e la cosa mi ha dato difficoltà in altri contesti, per esempio gestire l'alternanza dei capitoli tra i protagonisti.
Ritengo che ci siano alcuni capitoli avulsi dalla narrazione principale: sembrano quasi racconti innestati per fare volume: non aggiungono nulla, non potevi toglierli?
E' vero, ci sono alcuni capitoli dove vengno presentati dei personaggi che poi non ritornano nella narrazione. Ho chiesto questo sforzo di lettura non per fare volume o perché siano "riciclati" da racconti precedenti, ma piuttosto perché questi personaggi torneranno de ISDT da protagonisti. Mi viene in mente in drago Ynlown e Laoden di Alerbia che qualcuno ha detto essere assolutamente inutili. Già, forse potevano essere esclusi da ISDV, ma poi, comparendo ne ISDT, qualcuno avrebbe potuto dire che era strano come personaggi di quel calibro venissero fuori soltanto dopo.
Alcuni personaggi crescono troppo velocemente e diventano subito forti. Non è un imbroglio?
Non è una cosa che dovrebbe farvi storcere il naso quanto piuttosto preoccuparvi... come mai sono diventati così potenti? Attenti, fornisco sempre la spiegazione: questa può non piacervi ma è un altro discorso.
A un certo punto usi i termini "genetico" e "psicologico" che con un fantasy non c'entrano nulla. Coma mai hai fatto quest'errore?
Non è un errore. Ribadisco il concetto di prima: non è una cosa che dovrebbe farvi storcere il naso quanto piuttosto preoccuparvi. Che gli elfi non possono conoscere il significato della parola "esperimento genetico" lo dite voi, lo deducete dalle vostre conoscenze. Ho letto da qualche parte che "un protagonista non può usare il termine 'psicologico' perché implicherebbe l'esistenza di Freud nel suo mondo". Voi dovete credere a chi scrive. Se un elfo usa il termine "psciologico" non è un errore perché implica la presenza di Freud, vuol dire che l'elfo ne conosce il significato e che probabilmente c'è qualcosa sotto che non vi è stato ancora svelato. Stesso discorso per "genetico"... Quando Gwyllywm usa questo termine, ne conosce perfettamente il significato. Quando viene sopranominato "il più grande genetista" del suo popolo, c'è un motivo. Cominciate a tremare, adesso? ;-)
Alcuni personaggi potrebbero sbrogliare la situazione usando subito l'incantesimo finale ma non lo fanno, perché?
Avete uno scarafaggio in garage e i seguenti oggetti a vostra disposizione: uno scopettone, una pistola, una sega elettrica, un bazooka, una bomba nucleare. Quale usate? Io uso il piede e provo a schiacciarlo, se poi risulta più resistente della pedata passo allo scopettone e così via, a crescere. Tenderei ad evitare la bomba perché la bestiaccia resiste alle radiazioni...
Ho cercato di rendere le cose plausibili: la vita non è una gara di 100m piani, è una maratona, se scattate subito in testa non è detto che ci arriverete in fondo. Gli americani hanno usato il napalm in Vietnam quando hanno visto che non potevano vincere con la fanteria, hanno perso migliaia di uomini, prima. Non potevano iniziare così? Ricordate che in certi casi la realtà supera la fantasia.
Le domande/risposte finiscono qui. Naturalmente questo è un blog e sarei felice di rispondere a qualsiasi altra domanda/questione che non ho trattato.
A presto e un saluto
giovedì 12 giugno 2008
Tanti piccoli sogni
La presentazione di ParmaFantasy è stata una bella esperienza e ringrazio tutti quelli che sono venuti a scambiare due chiacchiere (oltre naturalmente a ringraziare, ancora una volta - e forse non basterà mai - Sara, Cristina e Alessandra che si sono prodigate per trovarmi un posticino).
Nel frattempo ho cominciato a leggere autori italiani di fantasy. Già, oltre che per lavorare, per coltivare il mio orticello dietro casa e per scirvere, ho anche un po' di tempo per leggere. Per ora ho letto "Chariza il soffio del Vento" di Francesca Angelinelli (scriverò una recensione al più presto) ed ora sto leggendo "La Rocca dei Silenzi" di Andrea d'Angelo (e lo devo ancora finire... mi occorrono delle ferie o delle giornate più lunghe!). Una prima impressione però la posso dare, ed è generica: il fantasy italiano esiste, è vivo ed è in buona salute!
Veniamo a ISDT. I tempi di pubblicazione s'allungano di un mese e il secondo libro della mia saga uscirà con ogni probabilità ad ottobre, in modo da sfruttare anche il periodo natalizio. Questa è una buona notizia per due motivi: il primo è che chi ancora non ha terminato ISDV ha il tempo per farlo in vista del seguito, il secondo è che così saprete cosa regalare ad amici/fidanzate-i/parenti/semplici conoscenti. ;-)
Ovviamente non me ne sto con le mani in mano. La Tela è ormai a buon punto e Marco ed io abbiamo sistemato alcuni dettagli di impaginazione e riletto e sistemato alcune parti che andavano in contrasto con le nuove e migliori scritte in queti giorni. Ora è tutto a posto dal punto di vista narrativo, mancano da scrivere due cosette ma gli indizi per giungere al finale sono stati seminati con prudenza.
E ora arriviamo al mio nuovo progetto, una trama che mi frullava per la testa da un po' di tempo ma che era condensava in alcuni capitoli slegati senza continuum narrativo e senza una trama che reggesse il tutto. No, non sto parlando de Il Sigillo del Fuoco (che qualcuno già brama) o de Il Sigillo dell'Acqua ma di qualcosa di ben diverso. Avevo dieci paginette che sono ormai diventate settanta e la trama e, soprattutto, un titolo provvisorio sono stati finalmente tracciati.
La mia nuova opera s'intitolerà Il pugnale di Ishtaran e sarà ambientato in un mondo fantasy un po' particolare che si sviluppa sul background de Il serpente piumato. Tengo molto all'ambientazione che ho realizzata e che caratterizzerà IPDI e non svelo nulla al riguardo se non che ho creato un pianeta Terra alternativo e che l'azione inizia con la scoperta della città di Uruk e si conclude negli Stati Federali d'America dove la protagonista, Chasey (nome assolutamente provvisorio) si troverà a dover inseguire un serial-killer. Fondamentalmente potrebbe essere un giallo ma l'ambientazione è simil-fantasy.
Vedremo se riuscirò a trarne qualcosa di buono...
Un saluto
PS: ringrazio Leonardo Colombi per la recensione de ISDV, dove mette in luce pregi e difetti. Professionale.
Nel frattempo ho cominciato a leggere autori italiani di fantasy. Già, oltre che per lavorare, per coltivare il mio orticello dietro casa e per scirvere, ho anche un po' di tempo per leggere. Per ora ho letto "Chariza il soffio del Vento" di Francesca Angelinelli (scriverò una recensione al più presto) ed ora sto leggendo "La Rocca dei Silenzi" di Andrea d'Angelo (e lo devo ancora finire... mi occorrono delle ferie o delle giornate più lunghe!). Una prima impressione però la posso dare, ed è generica: il fantasy italiano esiste, è vivo ed è in buona salute!
Veniamo a ISDT. I tempi di pubblicazione s'allungano di un mese e il secondo libro della mia saga uscirà con ogni probabilità ad ottobre, in modo da sfruttare anche il periodo natalizio. Questa è una buona notizia per due motivi: il primo è che chi ancora non ha terminato ISDV ha il tempo per farlo in vista del seguito, il secondo è che così saprete cosa regalare ad amici/fidanzate-i/parenti/semplici conoscenti. ;-)
Ovviamente non me ne sto con le mani in mano. La Tela è ormai a buon punto e Marco ed io abbiamo sistemato alcuni dettagli di impaginazione e riletto e sistemato alcune parti che andavano in contrasto con le nuove e migliori scritte in queti giorni. Ora è tutto a posto dal punto di vista narrativo, mancano da scrivere due cosette ma gli indizi per giungere al finale sono stati seminati con prudenza.
E ora arriviamo al mio nuovo progetto, una trama che mi frullava per la testa da un po' di tempo ma che era condensava in alcuni capitoli slegati senza continuum narrativo e senza una trama che reggesse il tutto. No, non sto parlando de Il Sigillo del Fuoco (che qualcuno già brama) o de Il Sigillo dell'Acqua ma di qualcosa di ben diverso. Avevo dieci paginette che sono ormai diventate settanta e la trama e, soprattutto, un titolo provvisorio sono stati finalmente tracciati.
La mia nuova opera s'intitolerà Il pugnale di Ishtaran e sarà ambientato in un mondo fantasy un po' particolare che si sviluppa sul background de Il serpente piumato. Tengo molto all'ambientazione che ho realizzata e che caratterizzerà IPDI e non svelo nulla al riguardo se non che ho creato un pianeta Terra alternativo e che l'azione inizia con la scoperta della città di Uruk e si conclude negli Stati Federali d'America dove la protagonista, Chasey (nome assolutamente provvisorio) si troverà a dover inseguire un serial-killer. Fondamentalmente potrebbe essere un giallo ma l'ambientazione è simil-fantasy.
Vedremo se riuscirò a trarne qualcosa di buono...
Un saluto
PS: ringrazio Leonardo Colombi per la recensione de ISDV, dove mette in luce pregi e difetti. Professionale.
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