Terminate le ferie il ritorno nella torrida Parma ha rivelato sorprese piacevoli e sorprendenti. Innanzitutto faccio i miei auguri a Daniele e Francesca che sono freschi di matrimonio (stamattina!) e ne approfitto subito per narrarvi come è andata la prima parte di questa allegra giornata con un raccontino.
La mattina di cinque guasconi.
Oggi si sposa il Poeta.
Lasciamo sedimentare la notizia.
Ormai è tutto pronto. La sveglia è alle 7. Doccia, vestizione, pronti, via.
Parma-Vignola.
La giornata è un vecchio album di piccoli flash che immortalano ricordi brevi ma forti, intensi.
Fornopower sistema la gallina
Il Cappellano ha buoni motivi per essere in mutande.
Il Tinto prende un caffé.
Il Primitivo “dimentica” per un attimo il Busso.
Il Capitano non c’è.
L’autostrada è un serpentone di macchine sfuggenti.
Ci vendono Vignola come un piccolo centro nel modenese. Mi immagino un cartello bianco con un cartello dei (50) che fa capolino tra i pioppi della verde Emilia. Mi immagino uno di quei vecchi municipi degli anni venti con lo stile squadrato che andava in quell’epoca. E invece ci ritroviamo una città vera e propria con una strada lunghissima ed interminabile che serpeggia tra le case tra il cartello [VIGNOLA] e il municipio.
E il viaggio procede a flash.
Il rinfresco di un matrimonio a destra.
Un altro a sinistra.
Poi la deflagrazione. Lo scoppio, il tuono dell’idea del Busso, un fulmine a ciel sereno.
«Dai, dai, imboschiamoci a un matrimonio» è il delirio di un pazzo. Un pazzo che trova altri quattro guasconi più pazzi di lui. Basta il sorriso furbetto di un monello che rifugge ancora le responsabilità. Parcheggiamo al municipio e risaliamo la corrente. Formazione Ubywan, Tinto, Primitivo, Busso, Cappellano. Il resto è silenzio.
Al primo rinfresco stanno smontando tutto, gli uomini del catering stanno sistemando il furgone.
«Ma sono già andati?» la faccia di bronzo del Cappellano è un gigante di Riace, difficile resistere alla sua sicurezza.
«Sì, da cinque minuti.»
«Accidenti, e ora come facciamo? E qui, hanno finito tutto? Non ci hanno lasciato niente?» è un’improvvisazione genuina, scultorea.
«C’è un po’ di cocktal alcolico, dai, ve lo vado a prendere» una gentilissima bionda fa gli onori di casa in un cortile che profuma di paste appena terminate. Un sito archeologico dei festeggiamenti che furono.
Il Tinto finge una telefonata, straparlando al telefono. Noi altri chiediamo informazioni, giustificandoci. «C’era fila in autostrada, sa, noi veniamo da Parma...»
«Sapete dov’è la chiesa?» domandano loro.
«Certo, abbiamo la piantina in macchina» civettiamo io e il Cappellano, reggendoci il gioco.
Quando infine abbiamo spazzolato la brocca profumata di frutta e rum salutiamo cortesemente e leviamo le tende.
Sulla strada del ritorno ci pervade un folle delirio di impunità ed onnipotenza. aggiungiamo il secondo rinfresco, in una villetta cinta da siepi verdi. È protetta dolcemente, ma gli arbusti sono troppo fragili per la nostra macchiavellica irruenza.
Il Berta guarda il campanello, mentre da lontano, nel giardino, i camerieri del catering rientrano con i pasticcini supertisti del rinfresco.
Gli agnelli sacrificali.
«Era qua, è questo il cognome» il Tinto regge il gioco, giunonico. Agguantiamo una cameriera ed entriamo nel cortile.
«Sono già andati via tutti?»
«La sposa è appena partita» commenta lei, reggendo ricchi vassoi trabordanti pasticcini. «Voi dovete essere gli amici dello sposo...» la voce ammicca quel che non fanno gli occhi.
«Brava, da cosa si vede?» l’espressione del Cappellano è lo schizzo caravaggesco di una grande truffa, è solare, esagerata ma puntuale, perfetta.
«Si vede, si vede» risponde lei, nascondendoci un segreto che non le carpiremo mai. È in questo momento che parte il Tinto, possente come una locomotiva, le braccia aperte per contenere tutto il mondo.
Temiamo tutti l’inevitabile, il Tinto che abbraccia la cameriera, creando un imbarazzo insostenibile. E invece ci meraviglia tutti. Il nostro pantagruelico Tinto ha occhi golosi che puntano il vassoio con i dolci, le mani avide lo sottraggono con un’astuzia corsara cui non si può dir di no, e la cameriera sorride e cede il bottino, come una vestale violata da un boccaccesco sacerdote.
Salutiamo per affrettarci altrove e infine gustiamo la preda, banchettando come pirati, mentre le nostre gambe ci guidano quasi insensibili verso un bar del centro dove il Capitano e Fornopower hanno dato inizio agli aperitivi.
Io e il Busso affoghiamo nelle lacrime di risate scroscianti, pensando che potevamo chiedere di entrare in casa per usare il bagno ed uscire con tutta l’argenteria. «È uno scherzo, è uno scherzo per gli sposi» ridiamo a creapelle immaginando un epilogo del genere.
I Gladiators sono un branco, ma sono un branco onesto!
lunedì 3 settembre 2007
mercoledì 22 agosto 2007
La Tela - gli ultimi ritocchi
Notizia bomba, La Tela vede finalmente definiti i primi sette capitoli.
So che parlerò di cose la cui portata sfuggirà ai molti ma purtroppo ho questo bisogno impellente di scrivere e raccontare e devo farlo senza svelare nulla della trama.
Marco ed io abbiamo ufficialmente messo i capitoli in fila indiana e assegnato le posizioni sulla griglia di partenza. E' stato ridefinito il prologo con le parti che lo comporranno. Parigi e i Diavolacci sono ormai un'unica cosa, legati da un filo logico che li trasforma nell'evento scatenante della nostra storia. Glastobury e la collina del Tor hanno trovato una collocazione più razionale all'interno della narrazione anche se qualche correzione e modifica è inevitabile. Non solo i capitoli di Marvin (il pittore protagonista de La Tela) ma anche queli di Tony (l'investigatore che sarà il secondo protagonista) sono stati integrati con la vicenda, numerati e legati agli altri. Anche qui saranno necessarie correzioni e modifiche ma io sono in forma più che mai e lavorerò sodo.
Ripreso in mano il nuovo prologo de La Tela, inevitabilmente ho fatto decine e decine di correzioni.
Non smetterò mai di dire che abbandonare i capitoli per delle settimane e riprenderli per correggerli è il lavoro migliore che possa fare uno scrittore.
Sabato mi prenderòo una settimana di ferie che passerò al mare con la mia dolce metà. Un po' di riposo mi ci voleva e spero che la pausa mi ricarichi un po' le pile.
La presentazione de Il Sigillo del Vento è posticipata da settembre ad ottobre, il vantaggio è che riuscirò a prepararla meglio.
A presto
So che parlerò di cose la cui portata sfuggirà ai molti ma purtroppo ho questo bisogno impellente di scrivere e raccontare e devo farlo senza svelare nulla della trama.
Marco ed io abbiamo ufficialmente messo i capitoli in fila indiana e assegnato le posizioni sulla griglia di partenza. E' stato ridefinito il prologo con le parti che lo comporranno. Parigi e i Diavolacci sono ormai un'unica cosa, legati da un filo logico che li trasforma nell'evento scatenante della nostra storia. Glastobury e la collina del Tor hanno trovato una collocazione più razionale all'interno della narrazione anche se qualche correzione e modifica è inevitabile. Non solo i capitoli di Marvin (il pittore protagonista de La Tela) ma anche queli di Tony (l'investigatore che sarà il secondo protagonista) sono stati integrati con la vicenda, numerati e legati agli altri. Anche qui saranno necessarie correzioni e modifiche ma io sono in forma più che mai e lavorerò sodo.
Ripreso in mano il nuovo prologo de La Tela, inevitabilmente ho fatto decine e decine di correzioni.
Non smetterò mai di dire che abbandonare i capitoli per delle settimane e riprenderli per correggerli è il lavoro migliore che possa fare uno scrittore.
Sabato mi prenderòo una settimana di ferie che passerò al mare con la mia dolce metà. Un po' di riposo mi ci voleva e spero che la pausa mi ricarichi un po' le pile.
La presentazione de Il Sigillo del Vento è posticipata da settembre ad ottobre, il vantaggio è che riuscirò a prepararla meglio.
A presto
mercoledì 15 agosto 2007
ISDV - la fine del seguito
E' ferragosto e sono tornato da una bella grigliata (grande Alf e complimenti per la casa... dei suoi). L'afa fuori è una presenza incombente, un'amante insaziabile che vuole togliermi i vestiti e strapparmi la pelle. Nemmeno un gelato riesce a placarla e a regalarmi un po' di refrigerio.
L'unica nota positiva è che nell'agosto padano, più uggioso dell'autunno che prima o poi ritornerà con la sua nebbia caliginosa, si è finalmente dischiusa l'incertezza sul finale del seguito de ISDV. Ora è tutto chiaro. Devo solo scriverlo.
Parlando d'altro ho notato che il nostro sistema sta scoppiando. Stanno tutti impazzendo. Ho letto che sul Corriere della Sera, la più importante testata giornalistica istaliana, in un'articolo Pietro Ichino tuonava contro il libro Schiavi Moderni, un'iniziativa di Beppe Grillo contro il precariato, e anche che l'onorevole Cicchitto (FI) denunciava "una brutta aria, innanzitutto sul piano delle micro organizzazioni sociali che portano avanti iniziative fondate sulla violenza", e mette sullo stesso piano le parole di Caruso con il libro contro il precariato.
Ora, il sottoscritto ha letto Schiavi Moderni: il libro non è altro che una raccolta di esperienze di vita di neo-laureati vittime del precariato. Nient'altro. Viene da ridere per non piangere, fa maturare dentro quella rabbia che soltanto La Casta (Stella - Rizzo) era riuscita a scatenare.
Dalle parole di Ichino e Cicchitto deduco che esercitare il diritto costituzionale della libertà di espressione è "un'iniziativa fondata sulla violenza". Mi fa molto piacere. Ma lo dico ironicamente. C'era qualcuno, tanto tempo fa, un filosofo credo, che ricordava che la restrizione della libertà di parola era il primo passo verso la dittatura. Forse ha ragione Cicchitto, ma quando dice che tira una brutta aria.
Vabbeh, ho altro da fare che pensare alle vaccate altrui, devo stare attento a non farne io!
Buon "Sigillo del vento" a tutti
L'unica nota positiva è che nell'agosto padano, più uggioso dell'autunno che prima o poi ritornerà con la sua nebbia caliginosa, si è finalmente dischiusa l'incertezza sul finale del seguito de ISDV. Ora è tutto chiaro. Devo solo scriverlo.
Parlando d'altro ho notato che il nostro sistema sta scoppiando. Stanno tutti impazzendo. Ho letto che sul Corriere della Sera, la più importante testata giornalistica istaliana, in un'articolo Pietro Ichino tuonava contro il libro Schiavi Moderni, un'iniziativa di Beppe Grillo contro il precariato, e anche che l'onorevole Cicchitto (FI) denunciava "una brutta aria, innanzitutto sul piano delle micro organizzazioni sociali che portano avanti iniziative fondate sulla violenza", e mette sullo stesso piano le parole di Caruso con il libro contro il precariato.
Ora, il sottoscritto ha letto Schiavi Moderni: il libro non è altro che una raccolta di esperienze di vita di neo-laureati vittime del precariato. Nient'altro. Viene da ridere per non piangere, fa maturare dentro quella rabbia che soltanto La Casta (Stella - Rizzo) era riuscita a scatenare.
Dalle parole di Ichino e Cicchitto deduco che esercitare il diritto costituzionale della libertà di espressione è "un'iniziativa fondata sulla violenza". Mi fa molto piacere. Ma lo dico ironicamente. C'era qualcuno, tanto tempo fa, un filosofo credo, che ricordava che la restrizione della libertà di parola era il primo passo verso la dittatura. Forse ha ragione Cicchitto, ma quando dice che tira una brutta aria.
Vabbeh, ho altro da fare che pensare alle vaccate altrui, devo stare attento a non farne io!
Buon "Sigillo del vento" a tutti
giovedì 9 agosto 2007
Attenzione alle vaccate
Come ho già detto nei miei precedenti post, il tempo a mia disposizione da dedicare ai singoli progetti si sta assottigliando di giorno in giorno. Il che è ovvio, il tempo è sempre lo stesso, ma aumentano le idee e i progetti. Ora sto lavorando ai "diavolacci" de La Tela (saprete, a breve saprete), al seguito de ISDV, e ad altre idee che hanno iniziato a frullarmi per la testa.
Ho cominciato un racconto ambientato tra Somerset e Cornovaglia nel periodo che segue la caduta dell'Impero romano. Parla di un druido e di una sorta di persecuzione fatta dai primi cristiani contro i pagani, rifacendosi ad alcune antiche leggende. E' affascinante riuscire a calarsi in quel periodo per descriverlo. Affascinante ma difficoltoso. Per non scrivere delle totali vaccate ho dovuto recuperare l'entroterra culturale di quei popoli e "farmi un viaggio" nei miti e nelle leggende in quel caos infinito che rappresentò quel periodo nella storia Europea.
Torniamo a noi e ai progetti più importanti. La Tela è ormai stata interamente definita, Marco ed io abbiamo tracciato tutti i contorni, dobbiamo soltanto dare i colori alla nostra opera. Dell'idea iniziale sono rimasti tutti i capitoli già scritti che però andranno riadattati o in parte riscritti, sarà un lavoraccio, lo so. Ma sarà un piacevole lavoraccio. Ho un racconto su Lucifero da riadattare e trasformare in un capitolo, mi aspetta un bel lavoro. Un lavoro che devo fare bene e in fretta.
Un saluto.
Ho cominciato un racconto ambientato tra Somerset e Cornovaglia nel periodo che segue la caduta dell'Impero romano. Parla di un druido e di una sorta di persecuzione fatta dai primi cristiani contro i pagani, rifacendosi ad alcune antiche leggende. E' affascinante riuscire a calarsi in quel periodo per descriverlo. Affascinante ma difficoltoso. Per non scrivere delle totali vaccate ho dovuto recuperare l'entroterra culturale di quei popoli e "farmi un viaggio" nei miti e nelle leggende in quel caos infinito che rappresentò quel periodo nella storia Europea.
Torniamo a noi e ai progetti più importanti. La Tela è ormai stata interamente definita, Marco ed io abbiamo tracciato tutti i contorni, dobbiamo soltanto dare i colori alla nostra opera. Dell'idea iniziale sono rimasti tutti i capitoli già scritti che però andranno riadattati o in parte riscritti, sarà un lavoraccio, lo so. Ma sarà un piacevole lavoraccio. Ho un racconto su Lucifero da riadattare e trasformare in un capitolo, mi aspetta un bel lavoro. Un lavoro che devo fare bene e in fretta.
Un saluto.
giovedì 2 agosto 2007
UIB - La recensione ufficiale!
Lasciando perdere le mie vicissitudini amministrative, dopo un po' si settimane di attesa vi propongo la prima recensione ufficiale di Uomini in bilico.
Uomini in Bilico è una storia d'amore e d'amicizia, di separazione e morte. Il Thomas del romanzo somiglia al protagonista di Camere separate, l'opera più crepuscolare e densa di pathos di Pier Vittorio Tondelli. Bonati e Ceretoli mostrano di aver raggiunto un'invidiabile complicità, sia nelle tecniche e nel metodo di scrittura, sia nel messaggio che intendono trasmettere al pubblico. Uno stile agile, "visivo", che delinea con attenzione i dettagli psicologici dei personaggi. Tutto con una colonna sonora che fa rimpiangere gli anni settanta (i Led Zeppelin), attraverso un codice sonoro che sembra il "sound" di una scrittura parlata (citando ancora Tondelli), e grazie alle immancabili citazioni post-moderne alla "Blade Runner". Una prosa poetica moderna, dove l'esperienza di sé e degli altri diventa realismo esistenziale. Convincente.
Uomini in Bilico è una storia d'amore e d'amicizia, di separazione e morte. Il Thomas del romanzo somiglia al protagonista di Camere separate, l'opera più crepuscolare e densa di pathos di Pier Vittorio Tondelli. Bonati e Ceretoli mostrano di aver raggiunto un'invidiabile complicità, sia nelle tecniche e nel metodo di scrittura, sia nel messaggio che intendono trasmettere al pubblico. Uno stile agile, "visivo", che delinea con attenzione i dettagli psicologici dei personaggi. Tutto con una colonna sonora che fa rimpiangere gli anni settanta (i Led Zeppelin), attraverso un codice sonoro che sembra il "sound" di una scrittura parlata (citando ancora Tondelli), e grazie alle immancabili citazioni post-moderne alla "Blade Runner". Una prosa poetica moderna, dove l'esperienza di sé e degli altri diventa realismo esistenziale. Convincente.
mercoledì 25 luglio 2007
Lo sfogo dell'artista - disgustorama
Vi racconterò una storia. Lo faccio per sfogarmi e perché capita che, in Italia e molto spesso, accade che ogni tanto vincano i cattivi.La storia mi vede come protagonista. Un protagonista che odia le righe blu. E' più forte di me. Non riesco a concepire l'idea di dover pagare qualcosa che è mio. E ancor di più non sopporto la faccia tosta di quelle amministrazioni comunali che, inventandole per batter cassa, sfoggiano un sorriso ipocrita vantandosi del fatto che sono necessarie per garantire il (poco) parcheggio alle (molte) macchine. Metterci un bel disco orario, che è sempre esistito, neanche per idea. Forse perché è gratuito?
Comunque, la storia vuole che le città italiane si siano riempite di righe blu.
Il fatto che io abbia un viscerale odio per questa pratica mi ha portato ad "inventarmi" soluzioni di parcheggio che schivassero le righe blu come si cerca di schivare un brutto male (e niente parcheggi folli, semplicemente parcheggiando in buchi orfani di tali rigacce). Risultato? Tutto bene (per mesi!) fino all'inizio di luglio.
Ho ricevuto due belle multine perché l'articolo 157/5/8 sostiene che se ci sono le righe di parcheggio segnate non si può parcheggiare fuori da quegli spazi. Non importa che non ci sia il divieto di sosta o che si rispetti tutto il resto del codice, le righe piccole, questi due piccoli commi, salvano le righe blu.
Solo che il sottoscritto non si arrende a questa cosa e fa due piccoli controlli. E scopre che innanzitutto le righe blu devono essere fuori dalla carreggiata (articolo 7 comma 6) e inoltre dove ci sono righe blu devono esserci anche spazi adibiti a parcheggio libero (articolo 7 comma 8). Come ulteriore rinforzo a questa situazione, la sentenza 116 della Cassazione stabilisce che le multe date in aree con sosta a pagamento che non prevedano parcheggio libero sono nulle. NULLE. Le righe blu devono essere fuori dalla carreggiata e devono essere affiancate da zone a parcheggio libero.
Bene, a Parma il 90% delle righe blu non rientra nella legalità, sono all'interno della carreggiata e non sono provviste di aree di sosta libere.
Ho tutte le carte in regola per fare ricorso a un giudice di pace e farmi annullare le multe. Solo che tra una cosa e l'altra, per ricorrere al giudice di pace tra tempo, fotocopie, raccomandate, eccetera, spenderei più che a pagarle!
Complimenti, bel trucco: le righe blu permangono, tanto fare anche un ricorso legittimo costa più che pagare 36 Euro...
Se esistessro parole in italiano per descrivere un comportamento tale da parte della municipalità, non sarebbero di sicuro belle.
Una cosa è certa: se alle prossime elezioni contro l'attuale sindaco di Parma, che era l'assessore alla viabilità della precedente giunta (ah, destino beffardo!), dovesse correre contro il diavolo, di sicuro voterò il diavolo.
Ormai non credo neppure che partecipare al Vaffanculo-Day di Beppe Grillo riuscirà a risollevarmi il morale.
Un saluto, incazzato.
PS: la foto è del 17 ottobre 2004. I vigili erano davanti al mio garage, in divieto di fermata e nei pressi di un ufficio postale. L'auto era messa talmente bene che i pedoni erano costretti ad usare la strada, per circolare. Loro fanno quello che vogliono, loro.
lunedì 23 luglio 2007
ISDV - Il web si muove, il tam-tam
Il web si muove e cominciano a sentirsi i primi tamburi del tam-tam tra i lettori! Segnalo e ringrazio il Consiglio di Aldreian, che dedica a me e C.Antonini alcune belle pagine con la nostra bibliografia.Ho ringraziato personalmente anche i primi lettori che mi hanno dedicato un post nei loro blog e colgo l'occasione per farlo anche dalle pagine del mio. Un grazie di cuore perché i vostri commenti e i vostri giudizi mi riempiono veramente di gioia.
Non è retorica, quando iniziai a scrivere c'era qualcosa dentro di me che mi spingeva a raccontare. Quell'istinto c'è ancora ed è ancora più vivo, più forte, dopo la scoperta che la mia opera ha appassionato i lettori. E' come se avessi lanciato una bottiglia in mare, con un messaggio, qualcuno l'avesse trovata e avesse risposto. Vi assicuro che è una sensazione incredibile, una sensazione che mi auguro gli esordienti come me possano, un giorno, provare.
Un saluto e un ringraziamento a tutti coloro che mi hanno dato fiducia puntando su un signor nessuno.
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